Postato da Devilmath alle 17:38
Parlando di nemici del pianeta, argomenti di un certo livello
Dai, spiegami le tue idee: commenti (1)?
Parlando di nemici del pianeta, argomenti di un certo livello
Dai, spiegami le tue idee: commenti (1)?
Si chiama La Privata Repubblica, ed è un simpatico sito di satira e informazione sull’attualità politica e culturale. E visto che l’attualità in questi giorni prevede soprattutto intercettazioni telefoniche (magari hard: in sintesi, il gossip sarebbe quello che vede Mara Carfagna fare un pompino all’impotente Berlusconi in cambio di un ministero, ma l’intercettazione in cui viene raccontato non è mai stata pubblicata e forse neanche esiste, stesso vale per il presunto scambio di favori), il clima morboso di curiosa eccitazione per scoprire i criteri meritocratici del Presidente del Consiglio ha creato le condizioni adatte per la pubblicazione di una finta intercettazione satirica fra Berlusconi e Confalonieri (che adesso potete leggere qui). Che sia un falso clamoroso è chiaro a chiunque in possesso della licenza di scuola media la legga senza farsi distrarre dalla finestra aperta su Pornotube. Certo, ci sono un sacco di puntini di sospensione e sembra la trascrizione di come una persona parla davvero, ma con un po’ di fiducia nell’umanità di può sperare che il fake sia evidente a tutti.
Poi per gli amanti delle raffinatezze minuziose (tipo il sottoscritto), si possono notare riferimenti e citazioni più o meno velati (“per una serie di deduzioni che si devono per il rispetto della logica…dell’intelligenza”, tanto per dirne una, citazione da un’intercettazione molto più agghiacciante, ossia quella tra Berlusconi e Dell’Utri che parlano di una bomba fatta esplodere sulla cancellata della villa di Arcore) e frecciate varie (“Guarda, preferivo farmi di nuovo il Lodo Mondadori che non riuscire a farmelo succhiare dalla Mara…che cazzo! (risate)”). Insomma, l’intercettazione è evidentemente preparata ad hoc per l’occasione, ricorda quasi l’annuale presa per il culo che Ciro Ascione – geniale Troll dell’interwebz – inscena ogni anno, con la complicità di Giornalettismo.com, pubblicando tracce palesemente false della prima prova degli esami di Maturità, generando lulz e isterismo di massa. Quelli più intelligenti – che meritano l’esame di Maturità, non per nulla – leggono le tracce, si fanno quattro risate, e passano oltre. Quelli meno svegli, invece, ci cascano puntualmente, e magari chiedono pure la traduzione della versione della seconda prova.
Appartiene al secondo gruppo – honoris causa – Roberto D’Agostino, proprietario di Dagospia, sito internet di informazione molto noto specialmente tra gli “addetti ai lavori”. Vedendo che dopo giorni di tentennamenti (tutti i giornali parlavano del presunto rapporto orale intercettato, ma la telefonata non è mai saltata fuori) qualcosa era finalmente uscito allo scoperto, ha addobbato la sezione “ESCLUSIVO!!1” del suo sito col titolone:
SITO METTE IN RETE LA TELEFONATA CAV.-FIDEL (PRIMA O POI DOVEVA ACCADERE)
INTERCETTAZIONE SULL’UTENZA DI CONFALONIERI - 23.04.08 / DURATA: 8:49 MINUTI
E DAGOSPIA SI AUTOCENSURA: ANCHE IL POSTRIBOLO HA I SUOI LIMITI DI PRIVACY”
Niente link, niente citazioni: la telefonata è segreta, pubblicarla è reato; quindi meglio garantirsi lo scoop aggiungendo qualche tag google-friendly senza rischiare la multa e di inimicarsi la gente sbagliata. Comodo così, eh? Suona come fare un pompino senza prendere il cazzo in bocca, ma è ok.
Nel frattempo, Harlot, curatore de La Privata Repubblica, annusa l’aria; il post è divertente, sì, quelli di Dagospia per contratto possono usare solo il 5% delle loro facoltà mentali, ok, ma è meglio fare chiarezza. Quindi decide di scrivere a D’Agostino: “guarda che l’intercettazione è chiaramente finta”. D’agostino pubblica e risponde: “Chiaramente? Mah, mica tanto. Comunque, tale manciata di cattivo gusto la riservi per i suoi amici più intimi”. Giusto, che a pubblicare il cattivo gusto poi fai venire il mal di pancia a quelli di Dagospia, e se accade È TUTTO PERDUTO! IL CAOS NELLE BORSE (cit.).
Sono le 4 di pomeriggio, partono le prime note d’agenzia, e sono poco rassicuranti. Dagospia, annaspante nella propria merda, segue la vicenda e pubblica tutto per cercare un appiglio da cui sollevarsi e districarsi dall’EPIC FAIL:
INTERCETTAZIONI: PROCURA ROMA VERSO OSCURAMENTO SITO CON FALSA TELEFONATA BERLUSCONI
(Adnkronos) - A quanto apprende l’ADNKRONOS, la magistratura romana sarebbe in procinto di oscurare il sito, registrato alle Antille, che ha pubblicato il testo di una falsa telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.
DAGOSPIA: SU UN SITO ON LINE PRESUNTA TELEFONATA BERLUSCONI-CONFALONIERI (CHE SI RIVELA FALSA)…
(Adnkronos) - Comincerebbero a circolare on line presunte intercettazioni telefoniche avviate dalla Procura di Napoli nell’ambito del caso Berlusconi- Sacca’. A darne notizia e’ il sito ’Dagospia’, curato da Roberto D’Agostino, che ha scelto di autocensurarsi e non rivelare l’indirizzo del sito. ’Sito -si legge sopra un grande punto interrogativo- mette in rete la telefonata Cav.-Fidel (prima o poi doveva accadere); intercettazione sull’utenza di Confalonieri - 23.04.08 / durata: 8:49 minuti e Dagospia si autocensura’.
Successivamente, a quanto apprende l’ADNKRONOS, l’intercettazione alla quale si riferiva il sito curato da Roberto D’Agostino sarebbe chiaramente falsa. ’Ormai e’ scoppiato quello che tutti potevano immaginare. Cio’ che viene fatto oggi per goliardia viene preso per vera. E’ talmente andata avanti questa realta’ di pornocrazia, tra sesso e politica, che non si riesce piu’ a distinguere tra il vero e falso’, osserva D’Agostino, che a breve annuncera’ la palese infondatezza del testo dell’intercettazione pubblicata su un sito registrato alle Antille, il cui indirizzo on line non e’ stato rivelato.
La faccenda assumerebbe toni drammaticamente seri e gravi, se non fosse così fottutamente ridicola. Già nelle prime righe a leggere il “sito registrato alle Antille” uno si chiede che cazzo voglia dire. Il primo pensiero va ai conti esteri alle Isole Cayman per eludere le tasse, così è automatico il collegamento con un sito internet hostato in un “paradiso cibernetico” per diffamare impunemente.
Invece no. Chi sa usare internet meglio di Homer Simpson sa bene che a volte la prima risposta di google non è quella giusta. Perché le Antille, allora? Perché il sito La Privata Repubblica è ospitato da Aruba, il noto servizio di web hosting a pagamento. Il poveraccio che di lavoro scrive i dispacci d’agenzia – invece di raccogliere cartacce o, chessò, fare il sottosegretario agli Interni – cerca “aruba” su google e ci trova Aurba, l’isola nel Mare Caraibico, a nord del Venezuela. Quindi è La Privata Repubblica, il blog comunista con residenza in Venezuela gestito da malfamati hacker italiani nemici della Patria.
D’Agostino, ora che i mezzi d’informazione sono a sua disposizione e può menarla come vuole, risale la china con una riflessione intellettuale – che ci sta sempre bene – sulla pornocrazia tra sesso e politica che cancella i confini tra vero e falso; non che ha preso una cantonata e sta rosicando, eh, mi raccomando, è la pornocrazia che blabla la goliardia, i giovani d’oggi e non c’è piu rispetto blabla. La “palese infondatezza”. Del suo discorso probabilmente, che è un aborto dell’onestà intellettuale e dell’amor proprio. Pubblica pure un post sul sito, il titolo è “merda nel ventilatore”. Esatto: la merda che viene messa nel ventilatore sono le stronzate di D’Agostino, il risultato finale è Dagospia. Ed è su tutti i muri.
Ma c’è una cosa più preoccupante delle dichiarazioni vergognose di D’Agostino, ed è la minaccia di censura e oscuramento del sito paventata dall’adnkronos: “procura di roma verso oscuramento del sito”. E infatti, da quel momento, accedendo al sito, ci si trova la scritta “sito web in manutenzione”. Sembrano proprio svelti quelli della PolCom, quando ci si mettono, ma in serata si scoprirà che il maniòmio scatenato ha fatto impennare le visite, troppo, e Aruba ha sospeso il servizio.
All’attivarsi della procura, si attivano anche gli scagnozzi di Berlusconi. Già è sotto pressione per il processo Mills, ora spuntano pure i gossip sulla Carfagna (certo, solo lui sa se è vero; se fosse falso non ci sarebbe motivo di agitarsi, però). Sul Corriere on-line compaiono le prime smentite e le prime minacce di querela. Confalonieri sbotta: “Evidente montatura”. E precisa: “costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati”; non un post di satira politica come ce ne sono a milioni in giro, questo è proprio una montatura criminale. L’avvocato di Berlusconi e parlamentare del Pdl Ghedini minaccia di far ricorso alla magistratura che detesta e che il suo capo ritiene una metastasi della democrazia: “Un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto”
Adesso Harlot si caga davvero in mano – e a ragione – perché con questa gente ci puoi scherzare fino ad un certo punto. La Privata Repubblica, causa numerosi accessi, va e viene, ma il post con l’intercettazione fasulla è ormai cancellato. In giro la si trova comunque, e il gioco non vale più la candela. Non con un nugolo di giornalisti che ti telefonano a casa per bombardarti di domande astruse e capziose. Non con Ghedini che minaccia querele e riti voodoo. C’è da vergognarsi.
“Come ti è venuta l’idea di fare la falsa telefonata?”, gli chiede Gilioli de L’Espresso.
”Mi è venuta perchè l’atteggiamento intero della stampa è stato ridicolo. Per settimane ci sono state allusioni, veleni, parlamentari che nominavano la Lewinsky, persone che dicevano “Io le ho viste, sono una bomba, cade il governo!”. Ah, per una telefonatina di basso gossip politico cade il governo? Non per tutte le altre questioni, tra cui il disprezzo totale della legge, l’attacco perenne alla magistratura (salvo poi servirsene per massacrare chi scrive sul web, chapeau), lo sfacelo morale ed etico in cui versa l’Italia.
La falsa telefonata era uno sfogo, un pezzo in cui l’obiettivo primario non era tanto Berlusconi quanto l’atteggiamento della stampa. Che si parli del 41-bis, dei boss scarcerati. Delle stragi del ‘92-’93, del ricatto perenne che governa l’ambiente istituzionale”.
Il caso a fine serata un po’ si sgonfia; qualcuno scrive anche a D’Agostino per fargli abbassare la cresta, ma ormai la frittata è fatta e confezionata, adesso tutta la merda ricade addosso a Harlot che deve destreggiarsi nella complicata situazione intimidatoria da regime fascista (il tutto – giova ricordarlo – per una intercettazione comica palesemente inventata).
Stamattina i post di luglio de La Privata Repubblica sono spariti, e Harlot conferma l’oscuramento da parte della polizia di Roma.
In giro per i vari giornali si leggicchia qualcosa della vicenda. Repubblica dedica ad Harlot un articolo a pagina 7:
“La telefonata hard è su internet”
Ma è un falso, denunciato uno studente.
("Studente denunciato", salvo poi parlare nel testo delle minacce senza seguito di Ghedini, il che è un po' diverso) (è diverso se non sei il redattore della sezione "politica interna" di Repubblica, o una blatta, ovviamente)
Tra l’altro: in tutte le interviste Harlot aveva chiesto di mantenere un po' di privacy, ma su Repubblica spiattellano nome, cognome, età, luogo di residenza, e facoltà in cui studia.
L’articolo si conclude con un virgolettato di Harlot in cui l’autore del pezzo, Luciano Nigro, chiosa “mormora col tono di chi teme di averla fatta un po’ troppo grossa”. Cattivo bambino.
I giornalisti italiani si dimostrano ancora una volta professionali.
Poi per gli amanti delle raffinatezze minuziose (tipo il sottoscritto), si possono notare riferimenti e citazioni più o meno velati (“per una serie di deduzioni che si devono per il rispetto della logica…dell’intelligenza”, tanto per dirne una, citazione da un’intercettazione molto più agghiacciante, ossia quella tra Berlusconi e Dell’Utri che parlano di una bomba fatta esplodere sulla cancellata della villa di Arcore) e frecciate varie (“Guarda, preferivo farmi di nuovo il Lodo Mondadori che non riuscire a farmelo succhiare dalla Mara…che cazzo! (risate)”). Insomma, l’intercettazione è evidentemente preparata ad hoc per l’occasione, ricorda quasi l’annuale presa per il culo che Ciro Ascione – geniale Troll dell’interwebz – inscena ogni anno, con la complicità di Giornalettismo.com, pubblicando tracce palesemente false della prima prova degli esami di Maturità, generando lulz e isterismo di massa. Quelli più intelligenti – che meritano l’esame di Maturità, non per nulla – leggono le tracce, si fanno quattro risate, e passano oltre. Quelli meno svegli, invece, ci cascano puntualmente, e magari chiedono pure la traduzione della versione della seconda prova.
Appartiene al secondo gruppo – honoris causa – Roberto D’Agostino, proprietario di Dagospia, sito internet di informazione molto noto specialmente tra gli “addetti ai lavori”. Vedendo che dopo giorni di tentennamenti (tutti i giornali parlavano del presunto rapporto orale intercettato, ma la telefonata non è mai saltata fuori) qualcosa era finalmente uscito allo scoperto, ha addobbato la sezione “ESCLUSIVO!!1” del suo sito col titolone:
SITO METTE IN RETE LA TELEFONATA CAV.-FIDEL (PRIMA O POI DOVEVA ACCADERE)
INTERCETTAZIONE SULL’UTENZA DI CONFALONIERI - 23.04.08 / DURATA: 8:49 MINUTI
E DAGOSPIA SI AUTOCENSURA: ANCHE IL POSTRIBOLO HA I SUOI LIMITI DI PRIVACY”
Niente link, niente citazioni: la telefonata è segreta, pubblicarla è reato; quindi meglio garantirsi lo scoop aggiungendo qualche tag google-friendly senza rischiare la multa e di inimicarsi la gente sbagliata. Comodo così, eh? Suona come fare un pompino senza prendere il cazzo in bocca, ma è ok.
Nel frattempo, Harlot, curatore de La Privata Repubblica, annusa l’aria; il post è divertente, sì, quelli di Dagospia per contratto possono usare solo il 5% delle loro facoltà mentali, ok, ma è meglio fare chiarezza. Quindi decide di scrivere a D’Agostino: “guarda che l’intercettazione è chiaramente finta”. D’agostino pubblica e risponde: “Chiaramente? Mah, mica tanto. Comunque, tale manciata di cattivo gusto la riservi per i suoi amici più intimi”. Giusto, che a pubblicare il cattivo gusto poi fai venire il mal di pancia a quelli di Dagospia, e se accade È TUTTO PERDUTO! IL CAOS NELLE BORSE (cit.).
Sono le 4 di pomeriggio, partono le prime note d’agenzia, e sono poco rassicuranti. Dagospia, annaspante nella propria merda, segue la vicenda e pubblica tutto per cercare un appiglio da cui sollevarsi e districarsi dall’EPIC FAIL:
INTERCETTAZIONI: PROCURA ROMA VERSO OSCURAMENTO SITO CON FALSA TELEFONATA BERLUSCONI
(Adnkronos) - A quanto apprende l’ADNKRONOS, la magistratura romana sarebbe in procinto di oscurare il sito, registrato alle Antille, che ha pubblicato il testo di una falsa telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.
DAGOSPIA: SU UN SITO ON LINE PRESUNTA TELEFONATA BERLUSCONI-CONFALONIERI (CHE SI RIVELA FALSA)…
(Adnkronos) - Comincerebbero a circolare on line presunte intercettazioni telefoniche avviate dalla Procura di Napoli nell’ambito del caso Berlusconi- Sacca’. A darne notizia e’ il sito ’Dagospia’, curato da Roberto D’Agostino, che ha scelto di autocensurarsi e non rivelare l’indirizzo del sito. ’Sito -si legge sopra un grande punto interrogativo- mette in rete la telefonata Cav.-Fidel (prima o poi doveva accadere); intercettazione sull’utenza di Confalonieri - 23.04.08 / durata: 8:49 minuti e Dagospia si autocensura’.
Successivamente, a quanto apprende l’ADNKRONOS, l’intercettazione alla quale si riferiva il sito curato da Roberto D’Agostino sarebbe chiaramente falsa. ’Ormai e’ scoppiato quello che tutti potevano immaginare. Cio’ che viene fatto oggi per goliardia viene preso per vera. E’ talmente andata avanti questa realta’ di pornocrazia, tra sesso e politica, che non si riesce piu’ a distinguere tra il vero e falso’, osserva D’Agostino, che a breve annuncera’ la palese infondatezza del testo dell’intercettazione pubblicata su un sito registrato alle Antille, il cui indirizzo on line non e’ stato rivelato.
La faccenda assumerebbe toni drammaticamente seri e gravi, se non fosse così fottutamente ridicola. Già nelle prime righe a leggere il “sito registrato alle Antille” uno si chiede che cazzo voglia dire. Il primo pensiero va ai conti esteri alle Isole Cayman per eludere le tasse, così è automatico il collegamento con un sito internet hostato in un “paradiso cibernetico” per diffamare impunemente.
Invece no. Chi sa usare internet meglio di Homer Simpson sa bene che a volte la prima risposta di google non è quella giusta. Perché le Antille, allora? Perché il sito La Privata Repubblica è ospitato da Aruba, il noto servizio di web hosting a pagamento. Il poveraccio che di lavoro scrive i dispacci d’agenzia – invece di raccogliere cartacce o, chessò, fare il sottosegretario agli Interni – cerca “aruba” su google e ci trova Aurba, l’isola nel Mare Caraibico, a nord del Venezuela. Quindi è La Privata Repubblica, il blog comunista con residenza in Venezuela gestito da malfamati hacker italiani nemici della Patria.
D’Agostino, ora che i mezzi d’informazione sono a sua disposizione e può menarla come vuole, risale la china con una riflessione intellettuale – che ci sta sempre bene – sulla pornocrazia tra sesso e politica che cancella i confini tra vero e falso; non che ha preso una cantonata e sta rosicando, eh, mi raccomando, è la pornocrazia che blabla la goliardia, i giovani d’oggi e non c’è piu rispetto blabla. La “palese infondatezza”. Del suo discorso probabilmente, che è un aborto dell’onestà intellettuale e dell’amor proprio. Pubblica pure un post sul sito, il titolo è “merda nel ventilatore”. Esatto: la merda che viene messa nel ventilatore sono le stronzate di D’Agostino, il risultato finale è Dagospia. Ed è su tutti i muri.
Ma c’è una cosa più preoccupante delle dichiarazioni vergognose di D’Agostino, ed è la minaccia di censura e oscuramento del sito paventata dall’adnkronos: “procura di roma verso oscuramento del sito”. E infatti, da quel momento, accedendo al sito, ci si trova la scritta “sito web in manutenzione”. Sembrano proprio svelti quelli della PolCom, quando ci si mettono, ma in serata si scoprirà che il maniòmio scatenato ha fatto impennare le visite, troppo, e Aruba ha sospeso il servizio.
All’attivarsi della procura, si attivano anche gli scagnozzi di Berlusconi. Già è sotto pressione per il processo Mills, ora spuntano pure i gossip sulla Carfagna (certo, solo lui sa se è vero; se fosse falso non ci sarebbe motivo di agitarsi, però). Sul Corriere on-line compaiono le prime smentite e le prime minacce di querela. Confalonieri sbotta: “Evidente montatura”. E precisa: “costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati”; non un post di satira politica come ce ne sono a milioni in giro, questo è proprio una montatura criminale. L’avvocato di Berlusconi e parlamentare del Pdl Ghedini minaccia di far ricorso alla magistratura che detesta e che il suo capo ritiene una metastasi della democrazia: “Un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto”
Adesso Harlot si caga davvero in mano – e a ragione – perché con questa gente ci puoi scherzare fino ad un certo punto. La Privata Repubblica, causa numerosi accessi, va e viene, ma il post con l’intercettazione fasulla è ormai cancellato. In giro la si trova comunque, e il gioco non vale più la candela. Non con un nugolo di giornalisti che ti telefonano a casa per bombardarti di domande astruse e capziose. Non con Ghedini che minaccia querele e riti voodoo. C’è da vergognarsi.
“Come ti è venuta l’idea di fare la falsa telefonata?”, gli chiede Gilioli de L’Espresso.
”Mi è venuta perchè l’atteggiamento intero della stampa è stato ridicolo. Per settimane ci sono state allusioni, veleni, parlamentari che nominavano la Lewinsky, persone che dicevano “Io le ho viste, sono una bomba, cade il governo!”. Ah, per una telefonatina di basso gossip politico cade il governo? Non per tutte le altre questioni, tra cui il disprezzo totale della legge, l’attacco perenne alla magistratura (salvo poi servirsene per massacrare chi scrive sul web, chapeau), lo sfacelo morale ed etico in cui versa l’Italia.
La falsa telefonata era uno sfogo, un pezzo in cui l’obiettivo primario non era tanto Berlusconi quanto l’atteggiamento della stampa. Che si parli del 41-bis, dei boss scarcerati. Delle stragi del ‘92-’93, del ricatto perenne che governa l’ambiente istituzionale”.
Il caso a fine serata un po’ si sgonfia; qualcuno scrive anche a D’Agostino per fargli abbassare la cresta, ma ormai la frittata è fatta e confezionata, adesso tutta la merda ricade addosso a Harlot che deve destreggiarsi nella complicata situazione intimidatoria da regime fascista (il tutto – giova ricordarlo – per una intercettazione comica palesemente inventata).
Stamattina i post di luglio de La Privata Repubblica sono spariti, e Harlot conferma l’oscuramento da parte della polizia di Roma.
In giro per i vari giornali si leggicchia qualcosa della vicenda. Repubblica dedica ad Harlot un articolo a pagina 7:
“La telefonata hard è su internet”
Ma è un falso, denunciato uno studente.
("Studente denunciato", salvo poi parlare nel testo delle minacce senza seguito di Ghedini, il che è un po' diverso) (è diverso se non sei il redattore della sezione "politica interna" di Repubblica, o una blatta, ovviamente)
Tra l’altro: in tutte le interviste Harlot aveva chiesto di mantenere un po' di privacy, ma su Repubblica spiattellano nome, cognome, età, luogo di residenza, e facoltà in cui studia.
L’articolo si conclude con un virgolettato di Harlot in cui l’autore del pezzo, Luciano Nigro, chiosa “mormora col tono di chi teme di averla fatta un po’ troppo grossa”. Cattivo bambino.
I giornalisti italiani si dimostrano ancora una volta professionali.





















